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Anfibi

Nelle rive dei laghetti e lungo il bordo degli stagni è possibile osservare le uniche due specie di anfibi presenti nell'ecosistema: la Raganella sarda Hyla sarda ed il Rospo smeraldino Bufo viridis.

Raganella tirrenica (Hyla sarda, De Betta 1853)

Raganella tirrenica - Fabio Cherchi

La Raganella tirrenica è poco diffusa nel Mondo. E' infatti presente in pochi luoghi, come la Sardegna, la Corsica e l'Arcipelago Toscano. Facilmente riconoscibile grazie al suo colore verde brillante e alla fascia nera che decora i suoi fianchi fino agli occhi. Ama rilassarsi e prendere il sole su foglie e rami, ma nonostante questa propensione all'ozio è una specie molto vitale e particolarmente abile ad arrampicarsi su ogni superficie grazie alle ventose presenti sulla punta delle dita.

NEL PARCO DI MOLENTARGIUS..

E' possibile incontrarla all'interno di pozze d'acqua dolce, nei canneti, trai cespugli ed arbusti, può essere osservata anche in acque debolmente salate. Giardini e orti vengono utilizzati come potenziali siti riproduttivi. Soprattutto nelle sere estive è possibile ascoltare forti cori ritmici che rivelano la loro presenza.

CONSERVAZIONE DELLA SPECIE

E' inclusa nell'Allegato IV della direttiva Habitat 92/43/CEE come endemismo Sardo Tirrenico.

Per una corretta gestione della specie è necessaria la salvaguardia degli habitat, delle raccolte (pozze di abbeverata e abbeveratoi tradizionali), dei canali e dei fossati che caratterizzavano l'ambiente agricolo tradizionale. Ridurre l'impiego di prodotti chimici in l'agricoltura, l'introduzione di specie ittiche e alloctone competitrici o predatrici. Rimangono da valutare, inoltre, i possibili effetti negativi, sulla specie, del cambiamento dei trend climatici a livello locale (primavere fresche rispetto alle medie e instabili).

Mappa raganella tirrenica

Mappa raganella tirrenica

Rospo smeraldino (Pseudepidalea viridis, Laurenti 1768)

Rospo smeraldino - Fabio Cherchi

Questa simpatica specie anfibia è presente in gran parte d'Europa, Africa settentrionale e Asia centrale ed occidentale. In Italia lo si può incontrare in tutte le regioni ad eccezione della Valle d'Aosta.

Le chiazze dal colore verde brillante o marrone caratterizzano questo anfibio, dotato, inoltre, di una grande capacità di adattamento alle aree abitate e urbane. Ciò nonostante predilige ambienti come boschi, orti, giardini, prati e zone ricche di vegetazione. Caccia preferibilmente di notte antropodi, insetti, ragni e vermi, mentre di giorno si ripara presso rifugi improvvisati.

Nonostante la grande capacità di adattarsi ad ambienti diversi sono pochi i potenziali luoghi di riproduzione del Rospo smeraldino. Durante il corteggiamento i maschi emettono nelle ore serali un canto che ha la funzione di attirare le femmine, le quali effettueranno una selezione sessuale sulla base delle caratteristiche delle vocalizzazioni. Spesso una nota lunga, ad alto volume viene scelta nella maggioranza dei casi, ed è prodotta da esemplari maschi in salute, grossi e pesanti.

Nonostante l'aspetto vulnerabile il Rospo smeraldino riesce a difendersi molto caparbiamente e se disturbato o vittima di un tentativo di predazione può emettere un veleno biancastro che odora di aglio, la bufalina, che agisce direttamente sulle mucose (boccale, nasale e oculare) infiammandole. Il predatore è così indotto a desistere dal lauto pranzo e il Rospo smeraldino può fuggire incolume.

NEL PARCO DI MOLENTARGIUS..

Nei dati relativi al 2008 il rospo smeraldino è stato individuato in due aree del parco: Ecosistema filtro e area di Is Arenas sud 2008.

Nell'ultimo monitoraggio effettuato nel 2015 invece, non è stato avvistato nessun individuo, ma date le caratteristiche ecologiche della specie, la spiccata adattabilità agli ambienti antropizzati e/o degradati, agli insediamenti urbani, all'ambiente agricolo, l'elevata tolleranza alla salinità e alla siccità, la predilezione per gli ambienti, esiste la possibilità non remota che alcuni individui possano permanere all'interno del perimetro del Parco ma in aree private (giardini di abitazioni, orti, campi privati), nelle quali la riproduzione può essere garantita in adeguate raccolte d'acqua, anche temporanee e di modesta entità, che non è stato possibile visitare nel corso del monitoraggio. Da queste aree, in adatte condizioni ecologiche del territorio, potrebbe verificarsi la ricolonizzazione del parco stesso.