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Schede Rettili

Natrice viperina (Natrix maura, Linnaeus 1758)

Natrice Viperina - Fabio Cherchi

Il nome comune deriva dalla somiglianza con la vipera comune (Vipera aspis). La specie è presente nella penisola iberica, nella Francia centro-meridionale, in Svizzera, nell'Italia occidentale, in Sardegna, in Corsica e in Africa nord-occidentale.

La Natrice viperina sviluppa la sua attività generalmente nelle ore diurne, durante le quali sono attive anche le sue prede abituali, tra cui figurano una grande quantità di anfibi e alcuni pesci. Occasionalmente va alla ricerca di piccoli mammiferi o pulcini di uccelli acquatici. Si muove decisamente meglio in acqua che sulla terraferma, dove è piuttosto goffa. Predilige ambienti acquatici e umidi e la si può incontrare in prossimità di ruscelli, torrenti e stagni. La specie è, quindi, abbastanza comune e osservabile senza difficoltà soprattutto vicino ai corsi d'acqua.

Abbandonati i rifugi invernali attorno alla metà di marzo, i maschi si preparano al periodo degli amori, che si protrae da aprile a maggio. Ogni femmina disponibile all'accoppiamento si ritrova corteggiata da più maschi. A differenza di quanto avviene in altri serpenti indigeni, le dispute tra i maschi di Natrice viperina non danno però luogo a combattimenti rituali, anche se durante i tentativi di accoppiamento si viene a creare una sorta di gerarchia. Le femmine della specie, tra giugno e luglio, si allontanano alla ricerca di un posto sicuro dove deporre le numerose uova (dalle 5 alle 20). Le uove si schiudono dopo circa 2 mesi, dando alla luce piccoli di circa 20 cm. di lunghezza.

La natrice viperina viene predata da rapaci, mammiferi carnivori e pesci come il Luccio. Se catturata proverà a difendersi emettendo forti soffi e una sostanza maleodorante contenuta in una ghiandola difensiva. Solo raramente la Natrice viperina si finge morta per sfuggire al nemico.

NEL PARCO DI MOLENTARGIUS..

Predilige sistemi d'acqua dolce mentre è assente nei sistemi di acque salmastre e salate.

E' abbondante nell'area nord del parco, nei sistemi del Bellarosa Minore, Ecosistema Filtro e in particolare lungo il canale del Perdalonga.

Mappa Natrice viperina

Mappa natrice viperina

Testuggine palustre europea (Emys orbicularis, Linnaeus 1758)

Testuggine palustre europea - Fabio Cherchi

L'Emys orbicularis è presente in quasi tutto il continente europeo e nel Nord Africa. È una specie piuttosto timida, tanto da rifugiarsi in acqua al primo segnale di disturbo. È una tartaruga stanziale ed abitudinaria sia per quanto riguarda il territorio di ricerca del cibo che per le zone in cui si riscalda al sole. Ama restare nel proprio territorio tant'è che utilizza la propria tana e il nido anche negli anni successivi.

Preferisce acque tranquille, con fondale fangoso come stagni, fossati, paludi, fiumi e canali, dove sia presente una ricca vegetazione acquatica e dove la corrente dell'acqua è più lenta. Vive anche nelle acque salmastre come ad esempio le foci dei fiumi e le lagune costiere. È possibile trovarla anche in ambienti artificiali quali canali di irrigazione, laghetti nei parchi cittadini e in ogni habitat favorevole. È un animale prevalentemente carnivoro. Si nutre in particolare di lumache, piccoli crostacei, larve di insetti, molluschi, girini, invertebrati acquatici. Non disdegna tuttavia pesci morti o carogne di altri animali né vegetazione acquatica come le lenticchie d'acqua e le ninfee. Anche se occasionalmente si trova sulla terraferma in cerca di cibo, mangia esclusivamente nell'acqua. Ciò è dovuto al fatto che può inghiottire soltanto sott'acqua.

Le femmine sono sempre più grandi dei maschi. L'attività riproduttiva comincia all'inizio della primavera, spesso già in febbraio o in marzo, con l'innalzarsi della temperatura, dopo il letargo invernale. Nel periodo degli amori i maschi diventano molto aggressivi. Sebbene il rapporto numerico tra maschi e femmine sia alquanto variabile e muti secondo la zona geografica, pare che ciascun maschio riesca ad avere un piccolo harem con 2-3 femmine.

NEL PARCO DI MOLENTARGIUS..

In diverse occasioni sono state avvistate nei sistemi di acqua dolce del Parco quali Bellarosa Minore, Ecosistema Filtro e Perdalonga.

CONSERVAZIONE DELLA SPECIE

Viene minacciata dall'introduzione di specie aliene, quali le testuggini palustri americane, dalla distruzione dell'habitat e dalle attività antropiche non controllate (transito di veicoli, presenza di cani, scarico di rifiuti, pesca.

E' considerata tra i rettili europei più interessanti il cui habitat deve essere necessariamente protetto e per questo è inclusa nell'Allegato II e IV della direttiva Habitat 92/43/CEE. Essendo un animale molto sensibile al deterioramento del proprio habitat, può essere considerata una 'specie indicatrice' della qualità di questo.

È anche inclusa nell'Allegato II della convezione di Berna che ne vieta la detenzione e la vendita.

Mappa Testuggine palustre europea

Mappa Testuggine palustre europea

Geco Verrucoso (Hemidactylus turcicus, Linnaeus 1758)

Geco Verrucoso - Fabio Cherchi

Rispetto al Geco comune, è più piccolo e slanciato, infatti raggiunge al massimo i 10-12 cm. Il corpo è grigio-rosato con macchie marroni ed i tubercoli sono giallo pallido, l'addome è biancastro. La coda, in particolare nei giovani, ha una livrea ad anelli neri e bianchi alternati.

Come la maggior parte dei gechi ha una struttura lamellare sulla parte inferiore delle falangi che gli permette di arrampicarsi agilmente aderendo alle pareti.

Questo geco ha l'abitudine di alzare la coda verso l'alto quando si sente minacciato, attirando, in questo modo, i predatori sull'estremità che può essere amputata volontariamente per autotomia (capacità di alcuni animali di perdere una parte del corpo o di automutilarsi. Viene usata come strategia di difesa lasciando una parte non vitale al predatore).

È un sauro prevalentemente notturno anche se nei luoghi più freddi esce allo scoperto all'alba o al crepuscolo per riscaldarsi con il leggero tepore dei raggi solari di queste ore. Si nutre di piccoli insetti e ragni.

NEL PARCO DI MOLENTARGIUS..

E' presente in abbondanza nel territorio del Parco, predilige habitat come muri a secco, muri di cinta, manufatti e ruderi, soprattutto nell'areale di Is Arenas, Palamontis e Perda Bianca, dove si riproduce stabilmente.

Estremamente comune anche all'interno delle abitazioni dove non sempre viene tollerato dall'uomo nonostante il suo utile ruolo di cacciatore di insetti.

Mappa Geco verrucoso

Mappa Geco verrucoso

Geco comune (Tarentola mauritanica, Linnaeus 1758)

Geco comune - Fabio Cherchi

Il Geco comune è un piccolo sauro, diffuso nei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Vive negli ambienti caldi di tutto il mondo ed è innocuo per gli umani.

Questa straordinaria specie è oggetto di studio da parte di numerosi scienziati per via della loro incredibile capacità di aderire ad ogni tipo di superficie. Sulle zampe dei gechi vi sono circa 14.100 setole per millimetro quadrato. Le setole si dividono in centinaia di diramazioni, le cui estremità sono larghe solo 0,2 micrometri.

Per staccare la zampa il geco non deve fare fatica: basta cambiare l'inclinazione delle setole e la forza di adesione viene a mancare. Grazie a queste strutture straordinarie i gechi possono aderire al vetro smerigliato, su sostanze lisce, su sostanze idrofile e idrofobe, oltre che nel vuoto o sott'acqua.

Di colorazione è grigio oppure marrone brunastro con punti scuri o luminosi. Questi colori cambiano d' intensità a seconda della luce. Quando sono attivi di giorno il loro colore è più scuro rispetto a quando sono attivi di notte. Molte specie possono cambiare colore per mimetizzarsi o per altri scopi, adattandosi per esempio all'ambiente circostante.

Di abitudini notturne o crepuscolari, può diventare attivo anche di giorno nelle soleggiate giornate invernali. Può essere facilmente osservato mentre caccia insetti notturni nei muri degli edifici urbani vicino alle fonti di luce. Per cacciare, rimangono completamente fermi fissando la preda e scattano rapidissimi all'attacco dopo alcuni secondi o addirittura minuti di attesa. Quando interagiscono con altri gechi emettono caratteristici versi, simili a gridolini o squittii.

NEL PARCO DI MOLENTARGIUS..

Diffuso uniformemente su tutto il territorio del Parco predilige habitat come pietraie, muretti a secco, cortecce, anfratti, ruderi.

Estremamente comune anche all'interno delle abitazioni dove non sempre viene tollerato dall'uomo nonostante il suo utile ruolo di cacciatore di insetti.

Mappa Geco comune

Mappa Geco comune

Lucertola campestre (Podarcis sicula, Rafinesque 1810)

Lucertola campestre - Fabio Cherchi

E' la specie più diffusa all'interno del Parco di Molentargius e perciò facilmente osservabile durante le passeggiate lungo i sentieri del parco.

Il corpo è agile e snello e le zampe muscolose, la coda può raggiungere il doppio della lunghezza del corpo. Le dita, 5 per zampa, sono sottili e terminano con un artiglio che permette all'animale di arrampicarsi agilmente su ogni superficie ruvida. I maschi adulti generalmente sono più grossi e possenti e hanno collo e testa più grandi e robusti delle femmine.

È un sauro spiccatamente diurno e si può osservare, nel suo habitat, quasi sempre in presenza del sole. Nelle zone frequentate dagli uomini diventano confidenti e si lasciano avvicinare anche a pochi metri. Se catturate possono ricorrere all'autotomia. Si nutrono principalmente di artropodi e, occasionalmente, anche di frutta matura.

Nel periodo degli accoppiamenti, che ha inizio nella Primavera, i maschi si scontrano violentemente per il dominio sul territorio, mentre durante l'accoppiamento i maschi inseguono le femmine e le bloccano con un morso sul tronco prima delle zampe posteriori. Tra luglio e agosto nascono i piccoli.

NEL PARCO DI MOLENTARGIUS..

E' in assoluto la specie più diffusa, si osserva in tutti i settori del parco: Palamontis, Bellarosa minore, Bellarosa maggiore, Perdabianca, Ecosistema filtro, Is Arenas, Medau su Cramu, Area Sport, Saline, Sa Gora, Perdalonga, Area verde Cagliari, Area Verde Quartu Nord, Area Verde Quartu Sud.

Frequenta abitualmente giardini, abitazioni e terreni agricoli.

Mappa Lucertola campestre

Mappa Lucertola campestre

Luscengola comune (Chalcides chalcides, Linnaeus 1758)

Luscengola Comune - Fabio Cherchi

È diffusa nei paesi del bacino occidentale del Mar Mediterraneo. Il corpo, serpentiforme, lungo sino a 40 cm, ha un colore che può andare dal verde oliva al grigio, al marrone, con varie striature nere. Nonostante sia ampiamente presente nel territorio del Parco Molentargius non è usuale imbattersi in essa perché è davvero molto schiva.

Il suo habitat tipico è rappresentato dalle zone erbose e umide e i cespuglietti tipici della macchia mediterranea. È assai rapida ed agile nei movimenti e grazie al suo manto e hai movimenti striscianti, riesce a mimetizzarsi molto bene con l'ambiente. Essendo un animale poco amante del freddo, ha un periodo di svernamento leggermente più lungo di altre specie; inoltre non essendo amante del vento, è più probabile rinvenirla durante le giornate di calma.

Subito dopo il risveglio cominciano gli accoppiamenti, e le femmine, dopo circa 4 mesi (luglio/agosto) partoriscono da 3 a 18 piccoli. A differenza della maggior parte dei rettili, la luscengola non è ovipara ma partorisce piccoli vivi e già sviluppati. Si nutre di insetti di vario tipo (ragni, coleotteri, emitteri e imenotteri), mediamente lunghi dai 15 ai 35 mm.

Non è, a sua volta, una facile preda. Tra i principali predatori della Luscengola comune ci sono il Biacco e il Colubro lacertino.

NEL PARCO DI MOLENTARGIUS..

Molto abbondante nel parco ma incredibilmente schiva pertanto è raro avvistarla. Il suo habitat tipico è rappresentato dalle zone erbose umide e i cespuglieti più freschi.

E' presente in diverse aree del Parco: Palamontis, Bellarosa minore, Ecosistema filtro, Is Arenas, Medau su Cramu, Area Sport, Sa Gora, Perdalonga, Area Verde Quartu Nord, Area Verde Quartu Sud.

Mappa Luscengola comune

Mappa Luscengola comune

Gongilo (Chalcides ocellatus, Forskål 1775)

Gongilo - Fabio Cherchi

È un sauro presente in Sardegna, Sicilia, Nord Africa, Malta e Grecia. Si rinviene specialmente in terreni sabbiosi con molti massi e poca vegetazione. Tuttavia non è raro incontrarlo in zone ricche di verde, ma l'importante è che ci sia molto sole ed un posto dove scavare. Per quest'ultimo fatto, il Gongilo è noto per l'abilità di 'nuotare nella sabbia'. Comportamento questo che consiste nel muovere le zampe velocemente (come per nuotare a stile libero) per infilarsi nella sabbia; una volta sotterrati, questi sauri ondeggiano imitando il movimento dei serpenti.

Nonostante le abitudini deserticole i nascondigli in cui stazionano sottoterra sono per lo più freschi e umidi. Si nutre di piccoli insetti come grilli, tarme, larve di mosca, lombrichi, limacce, scarafaggi, mosche, farfalline e falene.

Da adulto, può raggiungere i 30 cm di lunghezza ma solitamente restano più piccoli. Ha una testa piccola, corpo cilindrico, e cinque dita su ciascun piede. Le zampe sono poco usate e di solito si muove serpeggiando. Sebbene non sia tanto semplice incontrarlo come la Lucertola campestre, lo si può osservare prendere pigramente il sole nella piana di Is Arenas. Sia in libertà che in cattività questo sauro si mostra molto socievole e fiducioso, tuttavia ama la sua privacy e fa di tutto per non essere disturbato.

NEL PARCO DI MOLENTARGIUS..

Lo si può osservare facendo molta attenzione e procedendo con cautela in molti dei terreni semiaridi della piana di Is Arenas.

E' stato avvista anche in altri settori del parco quali: Palamontis, Perdabianca, Medau su Cramu, Area Sport, Sa Gora, Perdalonga, Area verde Cagliari, Area Verde Quartu Nord, Area Verde Quartu Sud.

Mappa Gongilo

Mappa Gongilo

Biacco (Hierophis viridiflavus)

Biacco - Fabio Cherchi

Il Biacco è comune nella Spagna nord-orientale, in Francia, Svizzera, Slovenia, Croazia, Malta e in Italia. Nei casi più eccezionali può raggiungere le dimensioni di 2 metri.

È una specie diurna. Si difende in modo primario con una velocissima fuga (è un serpente molto agile, capace di raggiungere una velocità di 11 km all'ora), spesso verso un rifugio sicuro; quando viene bloccato dispensa rapidi morsi non particolarmente potenti. Si nutre di altri rettili (in particolare piccoli sauri ed altri serpenti, dalle bisce d'acqua alle vipere), di uova di uccelli e nidiacei (o anche adulti di specie piccole), di piccoli mammiferi (in particolare topi e ratti) e anfibi. Vi sono persone che da anni convivono con un Biacco in giardino, apprezzandone il lavoro di guardia e pulizia rivolto contro ratti, ecc.

In maggio il Biacco si accoppia e capita di vedere i maschi impegnati in una lotta rituale, mentre si elevano sul tronco avvinghiandosi l'un l'altro, ricadono a terra e si inseguono fino a quando uno dei due contendenti non desiste. Una volta fecondata la femmina depone da 5 a 15 uova ai primi di luglio che si schiuderanno tra agosto e settembre, dopo una incubazione di 6-8 settimane. Il maschio durante l'accoppiamento morde la femmina sulla nuca nell'intento di immobilizzarla.

NEL PARCO DI MOLENTARGIUS..

L'habitat di riferimento della specie riguarda aree non soggette ad allagamento come ambienti di gariga e cespugli bassi.

Il biacco è risultato presente in numerosi settori terrestri delle porzioni centrali del Parco quali Palamontis, Bellarosa maggiore, Ecosistema filtro, Is Arenas, Area Sport, Saline, Perdalonga, Area Verde Quartu Nord, in 12 quadranti in totale, 4 in più rispetto alla precedente indagine, nell'area dell'Ecosistema filtro e del lato orientale del Perdalonga.

Mappa Biacco

Mappa Biacco

Colubro ferro di cavallo (Hemorrhois hippocrepis, Linnaeus 1758)

Colubro ferro di cavallo - Fabio Cherchi

È un serpente raro, caratterizzato da una colorazione spettacolare e una corporatura possente. Il colore di fondo è nero, ed è provvisto di un bellissimo disegno reticolato giallo, lungo tutto il corpo. Il ventre è arancione.

I giovani sono invece biancastri o grigi, con delle chiazze romboidali marroni lungo tutto il corpo, mentre alcune aree sono color crema.

In Italia è presente in Sardegna e nell'Isola di Pantelleria e può arrivare a misurare fino a 140cm; il maschio è generalmente più lungo della femmina.

La sua dieta è costituita da altri rettili, piccoli uccelli e micromammiferi che caccia sia di giorno che di notte. La specie si riproduce durante la stagione primaverile. Gli accoppiamenti avvengono tra aprile e maggio. Successivamente la femmina depone 5-10 uova tra le pietre o in buche sulla sabbia ai piedi dei cespugli. La schiusa delle uova avviene, invece, tra agosto e settembre.

Se disturbato ha un caratteraccio aggressivo, tenace e mordace, che mostrerà solo se impossibilitato alla fuga. In Sardegna fino a qualche tempo fa, visto la rarità del serpente, la sua presenza era considerata pura leggenda!

NEL PARCO DI MOLENTARGIUS..

Il colubro ferro di cavallo è risultato presente in numerosi settori terrestri delle porzioni centrali del Parco quali Palamontis, Bellarosa maggiore, Ecosistema filtro, Is Arenas, Area Sport, Saline, Perdalonga, Area Verde Quartu Nord.

CONSERVAZIONE DELLA SPECIE

E' una specie protetta dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, All.IV, risulta di particolare rilievo biogeografico per l'isola poiché in Italia risulta fortemente localizzata essendo presente solo in Sardegna e all'Isola di Pantelleria, con un numero di segnalazioni estremamente ridotto.

Tartaruga dalle orecchie rosse (Trachemys _Scripta) - Specie alloctona

tartaruga dalle orecchie rosse (trachemys _Scripta elegans)

La caratteristica principale di questa specie è la macchia rosso intenso sulla membrana timpanica. Le macchie nere presenti sul piastrone sono caratteristiche di ogni individuo e ne permettono il riconoscimento. Il dimorfismo sessuale è abbastanza evidente e avviene attraverso l'individuazione dei caratteri sessuali secondari. La coda del maschio è lunga, robusta e grossa alla base, le unghie sono molto sviluppate, il piastrone è leggermente concavo e il carapace è appiattito. La femmina ha coda e unghie corte e carapace bombato.

La Trachemys _Scripta è originaria degli Stati Uniti anche se viene venduta in tutto il mondo come animale domestico. A causa delle fughe dai laghetti privati o all'abbandono in natura è diventata una specie alloctona molto pericolosa. Essa infatti entra in competizione con la nostrana Emys orbicularis con la quale condivide l'habitat e parte delle abitudini alimentari. Essa possiede una maggior rapidità nel regolare la temperatura corporea, ha una dieta più varia (ricca di piante e animali) e cresce molto velocemente superando in media di 15 centimetri la testuggine europea.

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Consigli per la gestione della trachemys _Scripta Formato pdf 1140 kb