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Successione stratigrafica

Il Parco si colloca in un'area nel complesso pianeggiante, ricca di stagni e di lagune, circondata dalle basse colline della successione miocenica, formatesi a seguito di una sedimentazione marina trasgressiva. La successione stratigrafica è costituita da depositi miocenici e da sedimenti quaternari.

La successione dei terreni è la seguente (dal basso verso l'alto):

  • 'Argille di Fangario' (Langhiano medio? - Serravalliano inf.)
  • 'Arenarie di Pirri' (Serravalliano)
  • 'Calcare di Cagliari' (Tortoniano - Messiniano?)
  • Depositi di spiaggia e dei cordoni litorali antichi (Pleistocene sup.? - Olocene?)
  1. Le 'Argille di Fangario' prendono il nome da una località presente nei dintorni di Cagliari, presso la sponda orientale dello stagno di S. Gilla. Sono costituite da argille e marne grigie più o meno scure e argille sabbiose giallo-biancastre, con plaghe arenacee irregolari grigie. Il contatto con le sovrastanti 'Arenarie di Pirri' è di tipo discordante. Si presentano ricche in fossili con un contenuto paleontologico dato da foraminiferi planctonici e bentonici, nannoplancton calcareo, cefalopodi, brachiopodi, echinidi, ostracodi e abbondanti coralli; esse testimoniano una deposizione in un mare piuttosto profondo, evidenziando il massimo approfondimento raggiunto dal bacino sedimentario terziario nella Sardegna meridionale durante il Langhiano medio-Serravalliano inferiore. La parte alta della formazione è caratterizzata da una graduale diminuzione della batimetria corrispondente a una fase regressiva nel Miocene medio.
  2. La formazione delle 'Arenarie di Pirri' è caratterizzata da arenarie ben cementate e sabbie quasi incoerenti grigio-giallastre mediogranulari, costituite da granuli di quarzo (per più del 70%), feldspato e mica, a cemento carbonatico. La stratificazione, in bancate sottili e regolari, è netta nelle arenarie, mentre non è evidente nelle sabbie. Localmente sono presenti intercalazioni conglomeratiche paleozoiche, a prevalenti ciottoli metamorfici, legate a facies fluvio-deltizie oppure ad occasionali trasporti in massa. L'unità è ricca in fossili, rappresentati da abbondanti frammenti di molluschi, bioturbazioni, macroforaminiferi, foraminiferi planctonici e nannoplancton calcareo, solo localmente.Il contatto con le marne langhiane sottostanti è netto, così come il cambiamento di facies, che da pelagica diventa francamente litorale, marcando una fase regressiva della sedimentazione, durante la quale l'attività tettonica ha avuto un ruolo importante. Una breve lacuna di sedimentazione caratterizza questo cambiamento, come testimoniato dalla mancanza di continuità nell'evoluzione delle forme planctoniche e dalla presenza di clasti di 'Argille di Fangario' rimaneggiati nelle 'Arenarie di Pirri'.L'età della formazione è riferibile al Serravalliano.
  3. Il 'Calcare di Cagliari' è un complesso in prevalenza carbonatico che affiora solo nelle colline di Cagliari, sopra le 'Arenarie di Pirri', costituito alla base da calcari marnosi, 'Pietra Cantone', sormontati da biocalcareniti, 'Tramezzario' e da calcari biohermali, 'Pietra Forte'. La 'Pietra Cantone' è un calcare marnoso-arenaceo giallastro, tenero e mal stratificato, che poggia mediante un contatto graduale sulle 'Arenarie di Pirri' e marca una nuova fase trasgressiva. Il ricco contenuto paleontologico è dato da foraminiferi planctonici e bentonici, bivalvi, gasteropodi, echinidi, coralli isolati e bioturbazioni. Sono noti inoltre resti di crostacei, pesci, rettili e cetacei. L'ambiente deposizionale indica una profondità di circa 60-80 m, riferibile al piano circalitorale. I foraminiferi planctonici datano la facies al Tortoniano. Sulla 'Pietra Cantone', tramite una netta superficie erosiva, poggia il 'Tremezzario', costituito da calcari argillosi di colore bianco e aspetto farinoso, calcari bioclastici e biocalcareniti in banchi di spessore variabile. I caratteri litologici, sedimentologici e paleontologici mostrano una certa instabilità del bacino di sedimentazione e l'assenza di una graduale transizione con l'unità sottostante. La biocenosi indica per il 'Tramezzario' una paleobatimetria non superiore a circa 40 m, che tende progressivamente a diminuire verso l'alto della successione, e un piano batimetrico infralitorale-circalitorale. La 'Pietra Forte' chiude la successione miocenica ed è costituita da un calcare organogeno compatto bianco-grigiastro, da biohermale a biostromale, ricco di alghe calcaree (Litotamni), oltre che di molluschi e di foraminiferi. L'ambiente deposizionale è litorale e infralitorale, con elevata energia e paleobatimetria inferiore a 30 m. La presenza di superfici di discordanza e brecce miste testimonia l'instabilità del bacino di sedimentazione. L'età non è precisabile su dati micropaleontologici ma, sulla base della posizione stratigrafica, delle faune osservate e delle analisi eseguite, è riferibile al Tortoniano, anche se per affinità con formazioni analoghe affioranti nel Golfo di Oristano, non è possibile escludere un riferimento al Messiniano. La 'Pietra Forte', essendo costituita da roccia rigida, è intensamente fratturata e fagliata; la sua compattezza, inoltre, ha dato luogo, grazie anche all'erosione, ad una morfologia a creste con pareti subverticali, con rotture di pendio nette al contatto con le formazioni più tenere.
  4. Sulle successioni mioceniche poggiano i depositi quaternari, che costituiscono gran parte degli affioramenti visibili all'interno del Parco, e per i quali esistono attualmente due principali correnti di pensiero, che li attribuiscono all'Olocene piuttosto che al Pleistocene. Nel settore di Quartu Sant'Elena, prima della formazione del cordone litorale del Poetto, il mare si inoltrava nella parte settentrionale dello Stagno di Quartu e nella parte interna dello stagno di Molentargius (Bellarosa Maggiore). La fascia di Is Arenas, localizzata tra i due stagni è un antico cordone litorale costituito da ghiaie sabbiose medio grossolane e sabbie a stratificazione incrociata planare e basso angolo. I depositi, caratterizzati da un grado di cementazione variabile, contengono una ricca associazione fossilifera. Il fondo dello stagno di Molentargius è costituito da argille limose grigio-verdastre con abbondante frazione organica e frammenti conchigliari di molluschi marini e lagunari, a testimonianza della continua interazione tra ambiente marino salmastro e fluviale.

Fonte utilizzata: ''Note illustrative della Carta Geologica d'Italia'' scala 1:50.000 - Foglio 557 Cagliari, realizzata nell'ambito del Progetto CARG (Legge 305/89) tramite convenzione tra Servizio Geologico d'Italia - Dipartimento Difesa del suolo - Organo Cartografico dello Stato (Legge 68/60), confluito nell'agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Sevizi Tecnici, e Regione Autonoma Sardegna.

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