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Acque superficiali

Acque superficiali

Analisi specchi acquei

Vengono monitorate le acque superficiali del Bellarosa Minore, del Perdalonga, dei corpi idrici ad essi afferenti e defluenti, dell'Ecosistema Filtro, del Bellarosa Maggiore, delle vasche costiere delle ex Saline di Stato e del Perdabianca. Si eseguono un monitoraggio in continuo tramite la rete di monitoraggio realizzata durante i lavori del Programma di Salvaguardia e un monitoraggio periodico secondo un preciso programma studiato al fine di garantire una conoscenza il più possibile completa dell'ambiente.

Monitoraggio in continuo

Il sistema di monitoraggio in continuo è costituito da 12 stazioni che rilevano, con cadenza oraria, parametri chimici, chimico-fisici e fisici. Gli apparati di rilevazione sono costituiti da una complessa strumentazione che permette la trasmissione, la registrazione e il rilevamento, tramite l'ausilio di sofisticati sensori, dei parametri monitorati. La rete è completata dal Front-End che costituisce l'apparato di ricezione dei dati che vengono così raccolti e sistemati in opportuni database direttamente presso la sede del Parco. Il Front-End di rete è il dispositivo in cui tutti i dati di rete vanno a confluire in automatico con cadenza giornaliera e permette inoltre di interrogare in tempo reale e direttamente dalla sede del Parco ogni singola stazione e visionare così i dati e le serie storiche rilevate. La disposizione di questi apparati è stata pensata in modo tale da poter rilevare i dati relativi a ciascun corpo idrico d'acqua dolce (Bellarosa Minore (Nord) - Bellarosa Minore (Sud) - Perdalonga - Ecosistema Filtro), di importanza prioritaria per il mantenimento e controllo dello stato dell'ambiente e della sua biodiversità. Sono presenti:
stazioni di misura di qualità e livello (SM01, SM02, SM10, SM12, SM05 L1-L2-L3);

stazioni di misura del livello idrico (SM03L1, SM03L2, SM03L3, SM03L5, SM04L4, SM04L6);
stazione di misura di portata (SM11 connesso alla stazione Meteorologica).
Tutta la strumentazione è sottoposta a manutenzione ordinaria e straordinaria. Le sonde multiparametriche ad ogni manutenzione vengono sottoposte a verifiche di calibrazione in laboratorio.

Rete di monitoraggio continuo

Al via il progetto per il riuso delle acque del depuratore consortile di Is Arenas.

L'Ente Parco Molentargius avvierà, grazie ad un finanziamento ricevuto dall'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna (PO-FESR 2007-2013 Asse IV Linea di intervento 4.1.2d), il progetto per il riuso delle acque del depuratore consortile di Is Arenas, mirato alla riduzione dei consumi idrici per l'irrigazione delle aree verdi.
Attraverso questo progetto l'Ente aspira a limitare il prelievo delle acque superficiali e sotterranee, riducendo, inoltre, l'impatto degli scarichi sui corpi idrici recettori.
Gli interventi inseriti all'interno di questo progetto permetteranno di ottenere, a costi accessibili, acque idonee all'irrigazione delle aree verdi del Parco Molentargius e per la ripresa della coltivazione agricola all'interno del territorio di Is Arenas, tramite l'utilizzo del sistema di distribuzione già realizzato nell'area del parco.
Il riuso delle risorse idriche agevolerà, ancora, il completamento di una parte importante del Programma di Salvaguardia che ha interessato il territorio del parco tra il 1992 e il 2005, valorizzando le aree verdi impiantate ai margini del parco.

Monitoraggio puntuale

Il monitoraggio puntuale si affianca al monitoraggio in continuo e permette di completare il quadro di conoscenze necessario per la gestione dell'ecosistema.
Si controllano i livelli di alcuni corpi idrici, le portate, la qualità delle acque e la biocenosi relative alle componenti planctonice e bentoniche.

Pellicani

APPROFONDIMENTI e RISORSE

Punti di misura dei livelli idrometrici

Livelli.

Periodicamente vengono letti i livelli del corpo idrico del Bellarosa Maggiore e delle vasche dell'Ecosistema Filtro. Nel caso del Bellarosa Maggiore, tale operazione prevede che l'operatore tramite l'ausilio di un cannocchiale rilevi la quota del pelo libero leggendo il valore corrispondente sull'asta idrometrica in alluminio posizionata in un punto interno al corpo idrico. Un'operazione analoga viene eseguita in ogni vasca dell'Ecosistema Filtro dove l'operatore preposto esegue un sopralluogo, vasca per vasca, e rileva il livello del pelo libero tramite la lettura della quota su aste idrometriche.

Parco come opportunità di ricerca (06/05/2019)

Gli stagni ad acqua dolci del Parco sono alimentati con acque trattate da un impianto di fitodepurazione detto Ecosistema filtro (ESF). In esso le acque proveniente dal depuratore di Is Arenas vengono affinate ed successivamente immesse, tramite opere di distribuzione, agli stagni del Bellarosa minore e del Perdalonga.

L'impianto, che si estende su una superficie di circa 37 ettari di cui 27 di specchi d'acqua, rappresenta di per sé un'opera funzionale al trattamento delle acque di non frequente applicazione e ancor più in un contesto di Area Natura 2000.

In questa ottica l'ESF riveste molto interesse quale sito di ricerca sull'abbattimento, attraverso la fitodepurazione, di residui di sostanze contaminanti presenti nei reflui depurati e di sperimentazione di nuove tecniche di monitoraggio degli inquinanti .

Il Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Università degli Studi di Cagliari, in collaborazione con il Parco Naturale Regionale Molentargius Saline, sta effettuando una indagine sperimentale basata sull'utilizzo di campionatori passivi per il monitoraggio degli inquinanti presenti nelle acque.

I campionatori passivi sono dispositivi di piccole dimensioni specifici per le diverse classi di contaminanti, forniti di membrane semipermeabili capace di sequestrare gli inquinanti presenti nelle acque.

Essi sono stati collocati in tre vasche dell'impianto di fitodepurazione: nella vasca iniziale dell'impianto in cui sono immessi i reflui depurati, a metà del percorso idraulico e nella vasca in cui confluiscono le acque reflue al termine del processo di fitodepurazione.

Saranno lasciati in opera per un periodo variabile fra una settimana (per i metalli pesanti) ad un mese tempo necessario per i contaminanti organici. Dopo di che, in laboratorio, gli inquinanti sequestrati dalle membrane saranno estratti ed analizzati.

Le attività hanno visto impegnati il responsabile del progetto, il prof. Marco Schintu (Professore Associato) le dott.sse Barbara Marras tecnologo e Natalia Montero assegnista di ricerca, i dott.ri Alexandre Bettoschi (assegnista di ricerca) e Alessandro Desogus (borsista di ricerca), del Dipartimento di Scienze Mediche e Sanita' Pubblica e per il Parco, la dott.ssa Laura Durante con il supporto operativo dei tecnici e degli operatori del servizio manutenzioni.

Di seguito alcune immagine del posizionamento dei campionatori

Acque trattate ESF

Acque trattate ESF

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Titolo  Formato Peso
Presentazione standard DGT (06/05/2019) Formato pdf 1840 kb
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