Vai a sottomenu e altri contenuti

Plancton e Benthos

La biomassa delle larve dei Ditteri Chironomidi

La biomassa delle larve dei Ditteri Chironomidi è stata studiata in inverno, in primavera e in autunno 2009. I valori maggiori di densità e biomassa si riscontrano nei bacini del Perda Bianca con valori massimi nel periodo invernale. Nel Bellarosa Maggiore, indagini precedenti, riportavano valori di biomassa (peso umido) pari a 8800 mg/m2 mentre nella campagna in oggetto i valori sono stati inferiori; similmente nel Perdabianca si era registrato un valore di biomassa pari a 9100 mg/m2; la biomassa nel 2009 è apparsa molto più cospicua. Nelle Saline si registravano 1500 mg/m2 valore che si discosta leggermente dal dato medio rilevato al 2009.

Plancton e Benthos

ll monitoraggio del popolamento planctonico e bentonico viene effettuato negli stagni del Bellarosa Minore, Perdalonga, Bellarosa Maggiore, Perdabianca, nelle Saline di Stato e nell'Ecosistema Filtro.
Lo studio si inserisce all'interno di un lungo periodo di monitoraggio e serve a individuare criticità ed eventuali impatti a seguito di eventi accidentali e a capire l'evoluzione dell'ambiente. Per tale motivo è stato mantenuto un senso logico di prosecuzione delle attività iniziate nel 1992, lasciano invariati il più possibile i punti di prelievo e le tempistiche di campionamento. Lo studio delle componenti biologiche degli ecosistemi acquatici e/o terresti è un valido strumento per valutare lo stato di salute dell'ambiente. Le alterazioni ambientali dovute all'inquinamento ma anche le variazioni fisiche, di flusso idraulico, le alterazioni morfologiche di utilizzo della risorsa ecc., influenzano le comunità biologiche (planctoniche e bentoniche), che rispondono con una serie di modifiche nella composizione e struttura in relazione alla maggiore o minore entità dell'impatto a cui sono sottoposte.
Il cosiddetto biomonitoraggio è ormai un metodo ampiamente accettato quale strumento di indagine di fiumi, laghi, zone umide sia in Europa che negli Stati Uniti. Nel Nord America l'applicazione del biomonitoraggio si è diffusa in seguito alle indicazioni del Clean Water Act (CWA), di ripristinare mantenere l'integrità biologica delle acque degli Stati Uniti. In Europa il biomonitoraggio quale strumento di valutazione della qualità delle acque nasce a partire dal ‘900 con il Saprobienindex del 1909 e prosegue con l'elaborazione di numerosi metodi biologici applicati con successo a diverse tipologie di corpi idrici. In Italia il biomonitoraggio acquisisce valore normativo con il D.lgs 152/99 e successive modifiche ed integrazioni, il quale prevede l' applicazione dell' indice I.B.E. (Indice Biotico Esteso) ai fini della classificazione dello stato ecologico dei corsi d'acqua (SECA). La Direttiva comunitaria europea 2000/60/EC (Water Framework Directive), stabilisce gli obiettivi ambientali di prevenzione, tutela, risanamento e usi sostenibili in materia di acque; in essa si attribuisce importanza prioritaria ai parametri biologici come elementi qualitativi per la valutazione dello stato ecologico delle acque superficiali.
La Direttiva prevede infatti la classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici basato sugli indicatori biologici, a cui fanno supporto i parametri di carattere chimico, fisico, batteriologico, geo-morfologico ecc. I programmi di monitoraggio attuati dall'Ente Parco prevedono l'indagine di numerosi indicatori biologici al fine di rappresentare la comunità biologica in molteplici sue componenti. Fra questi si possono citare il fitoplancton, lo zooplancton, i macroinvertebrati bentonici e le macrofite acquatiche.

Documenti allegati

Documenti allegati
Titolo  Formato Peso
Stima della biomassa delle larve dei Ditteri Chironomidi Formato pdf 2389 kb
torna all'inizio del contenuto
torna all'inizio del contenuto